Ultima modifica: 2 Dicembre 2018

CTI

Centro Territoriale Inclusione “Vincenzo Reale”

Il Centro Territoriale di Partinico è intitolato al Prof.Vincenzo Reale.

Biografia di Vincenzo Reale – Un uomo che ha dedicato la sua vita al recupero dei disabili. di origine palermitana, arriva ad Agrigento negli anni 60 con l’incarico di dirigere il reparto pediatria dell’Ospedale “San Giovanni di Dio”. Nell’assolvere tale incarico si distingue per le sue profonde doti umane e professionali che ben presto lo rendono un personaggio di spicco nella comunità agrigentina.

Caratterizzato da una inesauribile voglia di fare si impegna a diffondere in prima persona una corretta cultura della disabilità psichica promuovendo un’opera di sensibilizzazione capillare.

Con la collaborazione di Mons. Angelo Ginex e dell’insegnante sig.na Vittoria Grenci, fonda nel 1973 il centro per la riabilitazione per disabili psichici “Casa della Speranza” e riunisce le famiglie dei ragazzi disabili nella sezione agrigentina dell’A.N.F.F.A.S. ( Associazione Nazionale Famiglie Disabili Intellettivi e Relazionali ).

Alla sua morte, avvenuta negli anni 90, lascerà un profondo vuoto specialmente tra le famiglie dei disabili psichici, che lo ricorderanno nel tempo come l’uomo capace di cambiare il mondo rendendolo più a misura d’uomo.

Nel Gennaio del 1992, per iniziativa di Casa della Speranza e dell’ANFAS agrigentina, è stata ricordata l’opera sociale di Vincenzo Reale.

La cerimonia in ricordo di questo grande medico pediatra agrigentino si è svolta al Palacongressi del Villaggio Mosè, straordinariamente colmo di pubblico.

Alla cerimonia erano presenti tutte le autorità locali, ma soprattutto molti amici ed in particolare i genitori dei bambini «diversi», genitori dell’ANFAS della provincia di Agrigento di cui il prof. Reale fu fondatore e presidente e ricoprì anche la carica di consigliere nazionale per nove anni.

La sua «battaglia» per l’integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società della persona handicappata, che lui ha abbracciato con tanto fervore da abbandonare il primariato ospedaliero, è stata ricordata dalle tante, commoventi testimonianze, tutte attestanti la grande umanità mista alla modestia, alla generosità di un uomo in cui si fondevano felicemente fede e scienza.

 


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