Ultima modifica: 6 Febbraio 2020

Lo “Sciopero alla rovescia”, il ricordo con Amico Dolci

In data odierna le classi terze della nostra scuola hanno avuto l’opportunità di conoscere più da vicino chi era Danilo Dolci, grazie a un incontro, organizzato dall’insegnante Enzo Di Paola, a cui hanno preso parte il figlio, Amico, e l’attore Filippo Grillo.

Gli alunni, precedentemente, nelle proprie classi e con i loro insegnanti avevano focalizzato l’attenzione su Danilo Dolci, una personalità molto complessa, che ha segnato profondamente la storia del nostro territorio e che merita di essere conosciuta e valorizzata maggiormente. L’incontro che si è svolto in aula magna a classi aperte è stato incentrato, in particolare, sullo “sciopero alla rovescia”, da lui organizzato nel ’56.

Non tutti ne sono a conoscenza, ma il 2 febbraio di quell’anno egli guidò uno sciopero al contrario: il problema principale della Sicilia era la disoccupazione, scioperare significò in quell’occasione prendere in mano gli arnesi e mettersi al lavoro, cercando di riattare una vecchia “trazzera”, abbandonata e piena di fango. Quella trazzera è propria la strada che fiancheggia il nostro istituto e che solo da poco tempo ha preso il nome di “sciopero alla rovescia”, in ricordo di questo avvenimento.

Tale vicenda è stata conosciuta dagli alunni attraverso la lettura diretta delle fonti, di documenti preziosi che raccontano una storia di coraggio e di verità. Una storia triste, per certi versi, perché portò all’arresto di Danilo Dolci e mise (e mette ancora adesso) in luce l’incapacità del governo di far fronte all’inquietudine di gente che viveva in una situazione intollerabile di miseria e di abbandono; ma anche – come è stato sottolineato oggi – una storia “a lieto fine”, conclusasi con la sua liberazione dopo 50 giorni di carcere e la consapevolezza che l’azione di Dolci non era stata un’azione di parte, ma una difesa di diritti fondamentali, come quello al lavoro, una manifestazione di amore e di giustizia. 

Le parole tra le più significative in questo contesto sono state, infatti, quelle pronunciate in difesa di Dolci da Piero Calamandrei, interpretato con tanto di toga dall’attore Filippo Grillo; una difesa non solo nei confronti dell’uomo, che con il suo esempio ha ricordato che nel mondo esistono l’onestà e la dignità, ma anche della nostra stessa Costituzione.  

E adesso permettetemi una riflessione personale. Durante l’incontro, ho pensato a quanto siano fortunati i nostri ragazzi: io ho conosciuto Danilo Dolci solo alla fine di un lungo percorso di studi, durante il quale nessun insegnante mi aveva mai parlato di lui. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente e neppure di studiarlo a scuola. L’incontro è avvenuto tardi, da autodidatta, attraverso la lettura, grazie al potere della parola scritta, ai libri, che a volte ci permettono di dialogare e conoscere una persona, anche se non l’abbiamo mai vista. Ed è stato un incontro illuminante, di quelli che non si dimenticano facilmente.

Oggi guardavo gli alunni e gli riconoscevo un’opportunità che non avevo avuto, ma al tempo stesso mi chiedevo se ne riconoscessero fino in fondo il valore. Perché me lo chiedevo? Forse, perché negli anni ho visto affievolirsi quella vis rivoluzionaria e progressista che avevo riconosciuto in lui? Forse perché molti giovani (e non solo) continuano a pensare che un vero cambiamento non sia realmente possibile? Come far credere loro, invece, che i cambiamenti sono ancora possibili? Come far credere che se si lavora in sinergia per un obiettivo comune si possono raggiungere grandi risultati? Quale tipo di cambiamento i ragazzi sognano? E, soprattutto, come far nascere in loro nuovi sogni? “Sognando gli altri come ora non sono. Ciascuno cresce solo se sognato” direbbe Danilo Dolci.

E voi?

Articolo di Silvia Giarratano

Gli alunni del “Ninni blog” nella stesa giornata hanno posto delle domande ad Amico Dolci.

Link vai su